Acerra 13.10.2007 Andrea Omboni vestito da Pulcinella in una fase della manifestazione

Acerra 13.10.2007 - Andrea Omboni discute con il Senatore Tommaso Sodano.

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NAPOLI GRIDA: "NON BRUCIATE I RIFIUTI !!"

ENRICO FERRIGNO Acerra. Sono venuti da tutta Italia per gridare no all'incenerimento dei rifiutiin quella che ormai viene vista come la città simbolo della resistenza ai termovalorizzatori. In cinquemila si sono dati appuntamento ieri pomeriggio ad Acerra, nel piazzale antistante la stazione delle Fs per poi sfilare in corteo lungo le principali strade cittadine. Ad organizzare la manifestazione è stata la Rete campana dei comitati della salute e dell'ambiente e i comitati anti inceneritore locali. «Vogliamo incontrare il ministro Pecoraro Scanio, il governatore Bassolino e il commissario Pansa, altrimenti la prossima volta occuperemo il cantiere dell’inceneritore», dicono i manifestanti. E la risposta non si è fatta attendere: per giovedì alle 10 è stato fissato un vertice con il prefetto Pansa sull'emergenza rifiuti. Una babele di accenti: dalla Puglia al Veneto, al Piemonte, passando per la Toscana e il lazio ha chiesto di fermare i lavori di costruzione dell'inceneritore di Acerra e di riconvertirlo in un impianto di trattamento a freddo dei rifiuti, ma anche di fermarne ovunque la realizzazione. Ad aprire il corteo, alcuni manifestanti che mostravano i sacchetti per l'immondizia con su incollate le foto del ministro Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Bassolino, Andrea Losco, Antonio Rastrelli e dell'attuale commissario per l'emergenza rifiuti, il prefetto Alessandro Pansa. A seguire, gli striscioni e le bandiere di oltre un centinaio di comitati e di movimenti ambientalisti regionali e nazionali, oltre che degli aderenti della Rete nazionale dei rifiuti zero.Tra i manifestanti anche i «medici per l'ambiente» e moltissimi componenti dell'Ama, l'associazione medici acerrani, ma anche i pastori Cannavacciolo il cui gregge è da anni contaminato dalla diossina. «La magistratura oltre a sequestrare all'Impregilo 750 milioni di euro proceda anche al sequestro del cantiere e, soprattutto, il commissariato la finisca di mediare con i giudici per indurli sbloccare una situazione illegale», dice il sindaco di Acerra, Espedito Marletta.«Riprendiamo la lotta contro il piano di smaltimento rifiuti e gli affari illeciti che si celano dietro questo enorme pic-nic di cui è responsabile tutta la classe politica», spiega il leader dei no-global, il deputato Francesco Caruso. E dal presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, vengono parole di fuoco: «Ad oggi non c'è nemmeno alcuna certezza sulle modifiche prescritte per l'impianto né tantomeno sulla bonifica del territorio, in queste condizioni, come si pensa di poter accendere i bruciatori». «L'inceneritore non deve partire perché ci vuole un nuovo piano rifiuti condiviso dalle comunità locali che punti sulla riduzione, il riciclaggio e la raccolta differenziata e sulla conversione del mostro brucia rifiuti in impianto di trattamento a freddo», gli fa eco il portavoce del comitato locale antitermovalorizzatore, Tommaso Esposito. «Qui c'è innanzitutto un problema etico, il termovalorizzatore non può andare in funzione in un'area definita il triangolo della morte dove si muore di cancro più che altrove e per giunta senza fabbriche che offrano lavoro», tuona il padre comboniano Alex Zanotelli. «Se fossero intelligenti, invece di far partire un mostro brucia rifiuti da 800mila tonnellate annue ne ridurrebbero la portata a 150 mila. Sarebbe sicuramente più accettabile, soprattutto se sottoposto a rigorosi controlli», dice l'oncologo Antonio Marfella, il cui sangue risulta contaminato da 75 picogrammi di diossina - Dal Mattino del 14/10/2007

Andrea Omboni con il suo amico di lotta Silvio Giannattasio

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